Mag 2014


10406930_10203022755443374_864891476788189077_nPianta erbacea annuale rampicante, appartenente alla famiglia dei piselli, originaria dell’Europa meridionale. Ha fusti rampicanti, eretti, che raggiungono i 150-180 cm di altezza, anche se esistono cultivar a vegetazione compatta; le foglie sono pinnate, composte da due foglioline, di colore verde chiaro; in primavera e in estate produce numerosi fiori a forma di farfalla, riuniti in grappoli, prevalentemente nelle tonalità del rosa, ma anche bianchi, rossi, viola e gialli; delicatamente profumati. I piselli odorosi preferiscono le posizioni soleggiate, ma crescono senza problemi anche all’ombra parziale; nei luoghi con estati molto calde si consiglia di porli a dimora in posizioni in cui la pianta sia al sole, ma il terreno in cui è interrata sia all’ombra nelle ore più calde del giorno.

ANNAFFIATURE
Annaffiare con regolarità, soprattutto in estate, evitando di lasciar asciugare eccessivamente il terreno; aggiungere del concime per piante da fiore ogni 10-15 giorni all’acqua delle annaffiature.

TERRENO
I lathyrus necessitano di terreni ricchi, sciolti e molto ben drenati, possibilmente ben lavorati e arricchiti di concime organico; le piante si autoseminano spontaneamente, ma crescono molto meglio se ogni anno si coltivano in zone diverse del giardino. Per una vegetazione più compatta e per far ramificare di più la pianta si consiglia di cimarla quando ha prodotto 2-3 paia di foglie.

STORIA
E’ interessante notare che l’origine del pisello dolce in natura è stata fortemente contestata. La prima testimonianza scritta apparve nel 1695, infatti fù Francesco Cupani, membro dell’ordine di San Francesco a trattare l’argomentazione anche se non c’è nessuna certezza se la specie era in natura o nel giardino botanico di Misilmeri (Pa), che lui gestiva. Nel 1699  Cupani spedì i semi dei piselli profumati (blu e viola), al Dr. Casper Commelin, un botanico presso la scuola di medicina di Amsterdam. Nel 1701, Commelin ha pubblicato un articolo su piselli dolci, che comprendeva la prima illustrazione botanica.
Molti botanici presumono che Cupani ha inviato  i semi a  Dr. Robert Uvedale – insegnante e appassionato di piante a Middlesex , Inghilterra ,  poi quest’ultimo li spedì ad Amsterdam . Questa ipotesi si basa su un campione d’erbario che il dottor Leonard Plukenet fatto nel 1700 , notando l’origine della pianta come giardino del dottor Uvedale .

Oggi la varietà “Cupani” presente nel territorio misilmerese necessita una tutela per tramandare un piccolo gioiello che ha fatto parlare di Misilmeri in gran parte del mondo dove questa specie fu inviata da Francesco Cupani.La specie oggi cresce spontanea nelle nostre campagne mentre in Inghilterra cresce nei giardini delle ville dove viene coltivato e dove qualcuno li usa nei mazzetti delle spose !!!!!

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