Mag 2013


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Domenica 5 maggio alle ore 17 sarà inaugurata la mostra di Giusto Sucato: “Gioca con la memoria” curata dal figlio Pablo Sucato.
Giusto gioca con la memoria e la rielabora: realizza le sue opere manipolando oggetti in disuso che ricicla alla rinfusa in un caleidoscopio di colori e forme fanno capolino le sculture che ritraggono pesci in alluminio e quadri definiti antropologici .e poi sculture a forma di sedia dedicate a grandi artisti del passato. Più che lo studio di un artista quello di Sucato assomiglia all’officina di un fabbro: ogni giorno le sue mani tagliano, modellano e dialogano silenziosamente con la polvere del tempo.
Le straordinarie creature di Giusto Sucato paiono uscire dalla bottega di un fabbro che taglia, spezza, salda e modella.
Scriveva Claudio Alessandri in un suo testo: “Le realizzazioni di Giusto Sucato sono in perfetto equilibrio tra scultura primitiva, pittura e messaggio concettuale; un’arte che esalta le doti intellettive e manuali di questo artista che ha fagocitato esperienze del passato, rielaborandole in modo originale, non ripetitivo quindi ma interpretativo, in una espressione artistica che non prescinde dalla storia senza però cadere nella banalità del già visto. Per Sucato è fonte inesauribile di ispirazione tutto ciò che è negletto, accantonato da un consumismo sfrenato che rifiuta tutto ciò che, il giorno prima, faceva bella mostra nelle case, nei cascinali adesso diruti, per le strade, nelle vetrine sfavillanti, tali da attrarre l’attenzione di una umanità che ripone nella pubblicità fiducia assoluta; simulacro elettronico e visivo di affermazioni mendaci. Tutto ciò che è “pattume del benessere”, raccolto coscientemente da Sucato, é utile alla fantasia di questo artista straordinario; e, ogni cosa si trasforma, come per magia, in maschere tribali, in sedie (dedicatorie ai grandi della storia dell’arte, o a personaggi illustri), in scritture fantastiche che assumono un senso logico nell’insieme creativo: l’oro sfavilla a riscattare il nero pauroso del supporto scavato dal tempo o morso dal fuoco che consuma e purifica, distruggendo i gravami che appesantiscono il corpo e l’anima di uomini già schiacciati dall’algida logica di un modernismo mendace. Il mondo artistico di Sucato attrae per l’imprevedibilità dell’oggetto finito, frutto di assemblaggi di materiali i più disparati che, ad una normale osservazione, appaiono oggetti banali, non sollecitanti alcuna curiosità; pezzi di ferro informi, molle che un giorno lontano appartenevano ad una lucente e rombante automobile, pezzi di legno anonimi o irritanti quali ostacoli ad un agevole cammino, lamiere incrostate di ruggine, chiodi, forse gli unici a suggerire attualità d’uso, fregi lignei o metallici, ultimi sussulti di strutture ormai scacciate da una nobiltà ignorata da una realtà che rifiuta reminiscenze romantiche, irritanti testimonianze di un mondo chiuso nell’ampolla di una clessidra, dimenticata e mai più capovolta.”
Giusto Sucato nasce a Palermo nel 1951, autodidatta le sue opere si ispirano al grande artista spagnolo Pablo Picasso (suo punto di riferimento) già collaboratore attivo e ideatore, insieme a Francesco Carbone, del Centro Studi Ricerca e Documentazione “Godranopoli”, vive ed opera a Misilmeri. Sin dai primi anni Settanta espone in mostre personali e collettive ed in rassegne d’arte di carattere nazionale ed internazionale. E’ inoltre presente alle più importanti manifestazioni d’arte che privilegiano il libro oggetto come espressione visiva. Sucato non si ferma mai la sua ricerca piuttosto difficile condotta sempre all’interno della sua provincia, in una realtà difficile per chi come lui lavora senza mai chiedere nulla alle istituzioni.
La sua ultima produzione sarà esposta dal 5 maggio a Misilmeri nel nuovo spazio in corso IV aprile, 86, in quella che era la sua bottega.

di Anna Scorsone Alessandri per Siciliainformazioni

s.elia 5 maggio 2013

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