GIORDANI17Percorrendo il corso principale di Misilmeri, appena giunti in  Piazza Comitato 1860, balza ai nostri occhi maestosa e sobria la facciata quattrocentesca della Chiesa Madre del paese. Il suo prospetto che volge a meridione, superiormente “circosGIORDANI18critto” dal cornicione e dai due grandi campanili laterali, arricchito da elementi classici      ( i bassorilievi ornamentali dei capitelli corinzi e la “citazione” dell’arco a tutto sesto sul portale d’ingresso),  presenta al centro un grande rosone romanico e ai lati due nicchie in cui dimorano da circa un trentennio le grandi statue di San Giusto Martire (patrono del paese) e di San Giovanni Battista (al quale la basilica è intitolata) rispettivamente ai lati sinistro e destro della facciata. Le meravigliose statue in pietra di Vicenza che si staccano bianche sul prospetto di tufo imbrunito dall’umido furono commissionate nei primi anni ’70 dall’ arciprete della parrocchia Don Carlo Lauri allo scultore veneto Giuseppe Giordani, il quale, secondo quanto riportato per via epistolare al nostro sacerdote, comunicava il termine del lavoro datandolo il 31 luglio 1975 . Per questo evento, atteso e vissuto consapevolmente come importaGIORDANI 1nte momento culturale e religioso, Don Carlo coinvolse tutta la cittadinanza rendendola partecipe anche con la raccolta di un fondo a supporto delle ingenti spese relative al costo della commissione, del trasporto e della colloGIORDANI5cazione.

Durante la realizzazione delle opere Giordani e Don Carlo continuarono ad intrattenere una costante comunicazione e attraverso questo continuo dialogo l’artista inviò le foto delle varie fasi della lavorazione scultorea documentandole con bozzetti e con la realizzazione di piccoli modelli esplicativi in gesso. Sul retro di una delle foto che lo ritraggono accanto alle due statue completate, Giordani, proprio per volerne evidenziare le proporzioni rispetto alla statura media di un uomo, riportò un’affabile descrizione di se stesso: <<… lo scultore è alto m.  1,70 , ha 63 anni, il naso grosso e poca importanza… >>. Verosimilmente le statue sono alte m. 2,45 , realizzate in pietra di Vicenza (un tipo di pietra già famosa al tempo dell’Impero Romano che appena cavata risulta tenera e friabile e che si indurisce attraverso l’esposizione esterna solidificandosiGIORDANI4). Lo stile della composizione è estremamente elegante, riconduce allo stile degli scultori del secondo ‘400 (Lorenzo Ghiberti, Luca della Robbia, Andrea del Verrocchio) ma anchGIORDANI8e al classicismo rinascimentale di Michelangelo nell’impianto e nella postura delle figure. La cura dei particolari anatomici e le proporzioni delle membra riprendono infatti il canone classico greco del “Doriforo” di Policleto. Le superfici della pietra non sono levigate con raspe o lime varie ma presentano i solchi ad andamento curvilineo lasciati dalla gradina. Nel San Giusto la mano destra si adagia lateralmente sull’arto inferiore evocando quella del David di Michelangelo, la medesima postura si ripete con la mano sinistra del Battista sul lato opposto a voler porre specularmente i due Santi in perfetta simmetria rispetto all’asse mediano della facciata; lo stesso vale per la mano sinistra  del Patrono che stringe lGIORDANI7a palma e in antitesi quella di San Giovanni che tiene la ciotola.GIORDANI3 Lo stendardo e la croce metallici, l’agnello accovacciato ai piedi del BattisGIORDANI6ta e l’elmo posto ai piedi di San Giusto non solo rispettano la tradizione iconografica dei personaggi ma racchiudono il senso di equilibrio e di bellezza dato dalla simmetria speculare e restituiscono all’opera  unità formale e narrativa. Le imponenti sculture rimasero per circa due anni per il volere di Don Carlo all’interno della Madrice poste sui due lati al di qua delle due balaustre che separano il transetto dalla navata, successivamente vennero collocate in alto nelle nicchie della facciata. Giuseppe Giordani, nato nel 1912  G.G.altroin provincia di Vicenza, era già celebre per aver realizzato nel 1959 gli altorilievi scultorei in marmo raffiguranti i “Misteri del Rosario” per il Santuario della Madonna delle Grazie di Piove di Sacco. Le scene della serie dei Misteri sono accomunate da una medesima cornice centinata che unisce l’eterogenea materia in un’unica narrazione, l’artista ne aveva reso quasi a tutto tondo la soluzione plastica. A lui si attribuisce pure la statua del “Cristo Re” per la chiesa arcipretale di Santa Lucia del Piave.           Roberto Garofalo

Si ringraziano per la collaborazione:

Placido Amato, già capo del gruppo scout Misilmeri I° “Stella Polaris”

Francesco Scaduto, attuale capogruppo Misilmeri I° “Stella Polaris”

Giuseppe Scianna, per la risoluzione grafica