Mag 2010


cupani

L’orto botanico di Misilmeri, noto anche come “Hortus Catholicus” in onore del suo fondatore Don Giuseppe del Bosco principe di Cattolica, fu realizzato nel 17° secolo dal fraticello Francesco Cupani (1657-1710) da molti considerato come uno dei più illustri botanici siciliani. Grazie al supporto morale ma soprattutto economico di Don Giuseppe, il Cupani (vedi foto) creò nel 1692 a Misilmeri un vero orto botanico che trovava la sua importanza per la varietà e la rarità delle specie vegetali provenienti non solo dalla Sicilia ma anche dal resto dell’Europa. Uno dei primati che può essere attribuito al nostro orto, secondo gli studiosi, è senz’altro quello di essere uno dei primi esempi presenti addirittura in Europa! Tra le opere scritte dal Cupani quella che lo renderà famoso è, appunto, l’Hortus Catholicus, stampata nel 1696 e dedicata al nostro orto in cui vengono illustrate le piante presenti nell’orto di Misilmeri. Il lavoro venne completato da due supplementi, dei quali il primo allegato al libro ed il secondo avente titolo “Supplementum alterum ad Hortum Catholicum”. Grazie a questo lavoro Francesco Cupani verrà conosciuto da quasi tutti gli studiosi del settore più noti d’Italia e d’Europa. Tra le tante piante esistenti nell’orto particolare è la storia (o leggenda?) del1’Acitosella o meglio conosciuta ai più come “aghiredduci” di cui non si conosceva l’esistenza nel nostro territorio ma che fu ritenuta dagli erborai che lavoravano per Francesco Cupani una rarità e quindi venne importata e seminata a Misilmeri. La pianta trovò un’ ambiente adatto e proliferò in maniera frenetica invadendo il territorio e diventando, come scrive Mons. Francesco Romano, la più grande disperazione dei nostri giardinieri (dal libro “l’orto botanico di Misilmeri” – 1982). Molti misilmeresi hanno sentito parlare dell’orto botanico mentre non tutti sanno della presenza di uno zoo, interno all’orto, di cui si parla in svariate pubblicazioni dei secoli scorsi e di cui si da piena efficienza a partire dall’anno 1698. Da quello che si legge dagli scritti del Marchese di Villabianca gli animali venivano tenuti in gabbie o in serraglio, erano ben nutriti e facilmente ammirabili dalla popolazione. Le “Bestie” presenti nel giardino zoologico provenivano dalla Turchia e dalle coste nordafricane (Tunisi e Tripoli). Tra gli esemplari più affascinanti è da annoverare la cosiddetta la “Leonessa di Misilmeri” che da quello che si apprende da vecchi scritti fu portata agli onori della cronaca per essere stata la protagonista dei giochi circensi in occasione delle feste tenutesi a Palermo in onore delle nozze tra il Re di Napoli e di Sicilia Carlo III di Borbone e la regina Maria Amalia in quella che ora è conosciuta come Villa Bonanno. Tra le belve custodite nello zoo annoveriamo il leone, il leopardo, la gazzella, l’aquila reale, il lupo, l’orso bruno e un allevamento di cani da caccia unico nel suo genere. A partire dal 1757 cominciò la decadenza dello zoo e dell’orto botanico di Misilmeri le cui specie vegetali furono trasferite e trapiantate nell’attuale orto botanico di Palermo.

Tratto da ancilino

Convegno “Il mito popolare di Giuseppe Garibaldi”

26 maggio 2010 – Misilmeri, Castello

Museo di Misilmeri

Il convegno, che per ragioni logistiche si svolge a Misilmeri in collaborazione con il Comune, centrerà un avvenimento cruciale: l’entrata dei picciotti garibaldini a Palermo.

A corredo di questo storico avvenimento, uno stralcio dello storico Domenico Tubiolo: Sull’altipiano di Gibilrossa, il 25 maggio 1860, troviamo quattromila ‘Picciotti’ alla guida di La Masa. Tra questi molti misilmeresi. Valorosi perché solo sul valore possono contare, essendo prevalentemente sprovvisti di armi. Qui si aspetta Garibaldi che, dopo avere mandato a vuoto l’esercito borbonico che lo crede a Corleone, si ferma a Marineo in attesa della sera per raggiungere Misilmeri.

Misilmeri e i misilmeresi attendono l’arrivo di Garibaldi illuminando il paese con una miriade di luci. <Era Missilmeri illuminato, a quell’ora, per farci festa. A mezzanotte vi entrammo. Non vi era casa che non avesse un lume ad ogni finestra?. Si seppe di La Masa e delle squadre da lui raccolte quassù (Gibilrossa) numerose, e ci parve di poter riposare tranquilli>.

Da Gibilrossa, dove passa la sola via di collegamento tra Misilmeri e Palermo al 1860, i Mille sarebbero entrati a Palermo, il 27 Maggio, per porta Termini. Dal monte di Gibilrossa, il 26 Maggio alle ore 16,00 all’italiana antica , Garibaldi chiama a raccolta tutti i suoi ufficiali. <Grande commozione, grande attesa. Il campo pareva stare tutto in ascolto. Si seppe poi subito che in quel consiglio Garibaldi aveva fatti due casi: o ritirarsi a Castrogiovanni e là in luogo forte attendere che la rivoluzione ingagliardisse e giungessero dal continente altre spedizioni; oppure gettarsi su Palermo. Si diceva che tutti i Comandanti avevano gridato con entusiasmo “A Palermo” e che anzi Bixio aveva soggiunto: “o all’inferno!”. ?La gran risoluzione era presa: presa in quel punto di Gibilrossa dove fu fatto poi sorgere l’obelisco di marmo che vi si vede biancheggiare dal mare e dai monti, a ricordanza di quell’ora suprema >.

Dunque Gibilrossa è il luogo dove è assunta la decisione di marciare su Palermo. Quella decisione ha avuto parte rilevante sui destini della Sicilia e dell’Italia.

Tratto dal sito ufficiale della regione Siciliana

Il comune di Marineo c’è l’ha fatta. Abbiamo raggiunto il 52% di raccolta differenziata. A sei mesi dall’avvio. Questo risultato è stato possibile grazie all’impegno straordinario di tutti. Abbiamo coinvolto tutte le fasce della popolazione con un campagna a tutto spiano che ha visto coinvolte le scuole, le associazioni, commercianti, le attività produttive, i bambini, la fascia della popolazione che si è entusiasmata più di tutte. Essi sono stati protagonisti in questo straordinario cambiamento del modo di gestire i rifiuti. Dopo aver preso coscienza, a scuola, grazie all’impegno delle insegnanti che hanno realizzato appositi progetti. sono stai loro a stimolare le proprie famiglie. Il loro coinvolgimento diretto nelle fasi di promozione e di diffusione per le vie della città, del materiale promo- pubblicitario, sacchetti colorati, secchielli per l’umido, rappresenta il momento di saldatura tra la vecchia e la nuove generazioni, consapevoli che il loro futuro dipenderà dall’ambiente che tutti siamo chiamati oggi a salvaguardare.

Stamane la diffusione degli opuscoletti a fumenti nelle scuole a cura dell’associazioni GIA E SETA, nel pomeriggio la distribuzione dei secchielli per la raccolta della fraz. Umida-Organica.

Tratto da Marineo Weblog

Alle ore 8:30 circa del 6/05/2010 a Piano Stoppa (Misilmeri) e’ sparita Kira, la mia cagnolina di un anno e mezzo, e’ una bellissima meticcia dal pelo nero e marrone, sterilizzata, di media taglia e con il collarino blu. Lo sapete che è tutta la mia vita, non mi darò pace finchè non la troverò, vi prego aiutatemi!Per qualsiasi avvistamento contattare Arianna Vasta 349 06 37 555

Una troupe della BBC, la prestigiosa emittente televisiva inglese, nella mattinata del 3 maggio ha effettuato, presso il Castello dell´Emiro, le riprese nell´ambito della produzione di un documentario sulla espansione Normanna in Europa. Il format televisivo, della durata di un´ora, a settembre andrà in onda in Inghilterra su BBC2, in Francia su France5, in Germania su ZDF – Zweites Deutsches Fernsehen, e negli Stati Uniti su History Channel, il canale tematico di Discovery. Nel 2011 sarà trasmesso sui canali RAI. Una avant-troupe era già stata in visita a Misilmeri per individuare l´area in cui si era svolta, secondo il racconto di Malaterra, la famosa battaglia tra i Normanni, guidati da Ruggero d´Altavilla, e gli Arabi, nel 1068. Il regista, Charles Colville, per l´occasione ha visitato il castello e lo ha ritenuto idoneo per la effettuazione delle riprese che documentano il noto fatto storico. Dopo le autorizzazioni di rito concesse dal sindaco, Salvatore Badami, la troupe alle 8,30 di oggi ha sistemato sulla spianata del castello il set per le riprese televisive. Il regista Colville era accompagnato da un cameramen, da un tecnico del suono e dal responsabile delle ricerche storiche, il professore Robert Bartlet, docente di storia medievale alla St. Andrew University in Scozia. Bartlet, che oltre ad essere un famoso medievalista conosciuto in tutto il mondo, è speaker del documentario, dopo avere descritto con suggestione la cruenta battaglia di Misilmeri in cui nessun arabo sopravvisse, ha lanciato in volo alcuni colombi viaggiatori, rievocando l´episodio raccontato dal Malaterra. Sembra infatti che presso la torre antica del castello, in cui aveva sede una guarnigione di sentinelle arabe, i normanni trovarono diverse gabbie piene di piccioni viaggiatori. Legarono ai loro piedi brandelli di stoffe intrisi del sangue degli arabi, e li lasciarono liberi di volare per la città di Palermo. Nella realizzazione del set, i tecnici della BBC si sono avvalsi di un colombofilo palermitano e dei suoi piccioni viaggiatori addestrati.
In Sicilia analoghe riprese sono state effettuate a Cefalù (la cattedrale fu costruita da Ruggero II), a Monreale (il duomo) ed a Palermo (la Martorana e la Cappella Palatina).

Dal sito del Comune di Misilmeri