“Per lo stabilimento di Termini Imerese il mio sogno è sviluppare auto elettriche, anche di case diverse da Fiat”. Lo ha detto, a margine di un convegno sul tema delle reti locali, il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia.
“Siamo alla vigilia di un Consiglio europeo – ha spiegato Saglia – nel quale la Commissione esprimerà l’importanza di investire soprattutto nell’auto elettrica; il nostro produttore nazionale è più orientato a quelle a metano, ma l’Italia non può restare fuori da questo discorso perché l’Europa va in questa direzione”, ha aggiunto Saglia spiegando che “se ci fossero case automobilistiche interessate a sviluppare l’auto elettrica in Italia sarebbe interessante”.
Per Termini Imerese, ha sottolineato comunque Saglia, “resta un tema logistico, di investimenti per avere una produzione di auto a prezzi competitivi: governo, Fiat e sindacati – ha concluso Saglia – possono essere assieme protagonisti della prima vera riconversione industriale su questo stabilimento”.
Intanto la Cgil chiede di anticipare il tavolo sulla situazione di Termini Imerese previsto per il 5 marzo perché “le bocce non stanno ferme” e quella data ” è troppo in là”. Lo ha detto il segretario generale della sindacato di Corso d’Italia, Guglielmo Epifani, a margine dell’assemblea congressuale in corso alla Bnl.
“Con tutte queste notizie il 5 marzo è troppo in là – ha detto – le bocce non stanno ferme, bisogna riprenderlo per i capelli”. Alla domanda se sia necessario riportare il tavolo dallo Sviluppo economico a Palazzo Chigi, Epifani ha risposto: “Noi pensiamo che in ogni caso bisogna tornare a Palazzo Chigi, alla sede politica”.

Tratto dal sito www.gds.it

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