DIMMI, COSA TI RIMANE

DOPO CHE I MIEI PASSI LONTANI NELLA NEBBIA

HANNO SEGATO L’ORIZZONTE DEL DUBBIO

INTRECCIO PAROLE ED EMOZIONI

RABBIA E SORRISI DI GHIACCIO

COME QUELLE LACRIME CHE TRATTENGO

QUANDO LA TUA MANO MI SFIORA E GLI OCCHI

PRESAGISCONO LA FINE DELL’INCANTO

FELICE LACERATA IL SUO DISTACCO MI SFIANCA

D’EBANO LE PELLE LIVIDI I SILENZI

COME SALE SULLO SCOGLIO ARSO DELL’IMPOTENZA

TORNERAI

COME POTREBBE LA VITA DETUBARMI DEL RESPIRO

CHE INVANO CERCO IN QUESTO GIORNO CHE MUORE

ACCARTOCCIATO INSIEME ALLE PAURE

DI QUEL DOMANI CHE NON CONOSCE

LA FORZA DEL DESIDERIO

CHE MI ATTRAVERSA.



ANITA VITRANO

MISILMERI (PA)

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