giovedì, 10 settembre 2009


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Il 12 settembre è un giorno importante non utilizzare i sacchetti di plastica!

Per informazioni www.portalasporta.it

Spesso il restauro di un’ opera può destare molti dubbi, soprattutto quando si tratta di edifici o vecchie costruzioni che nel corso dei secoli hanno subito forti cambiamenti dovuti sia all’incuria e al degrado che al normale processo di deterioramento naturale dei materiali. Per restauro si intende “un’attività legata alla manutenzione, al recupero, al ripristino e alla conservazione di manufatti storici”. Probabilmente l’abitudine ad osservare qualcosa che riteniamo “congelata” nel tempo, ma di cui non percepiamo le continue variazioni a causa della nostra breve esistenza, ci fa affezionare alla forma di quel monumento. Ma quello che noi percepiamo oggi è lo stesso di quello che hanno percepito i nostri nonni o che percepiranno i nostri nipoti? Le foto proposte nel post “Metamorfosi” vogliono porre l’attenzione proprio su questo continuo divenire. In poco meno di 100 anni l’aspetto del nostro monumento simbolo era cambiato rapidamente e si rischiava che i nostri nipoti non avrebbero potuto godere di questo affascinante testimonianza di culture passate. Bisognava agire! Ieri ho visitato il castello e ho visto da vicino ciò che è impossibile osservare da centinaia di metri di distanza. Ho quasi sentito le voci della gente che popolava il castello, le grida di dolore dei carcerati, il profumo delle pietanze e gli zoccoli dei cavalli che stanchi del lungo viaggio si preparavano al meritato ristoro.

castello-emiro-1834

La litografia proposta, dal titolo “Frammento di paese. Avanzo d’antico castello di Misilmeri in Sicilia” è un’incisione poco conosciuta di Giuseppe Antonio Tresca risalente al 1834 che raffigura il castello dell’Emiro e il centro abitato nella prima metà dell’800. L’immagine è inserita nel testo di Salvo Di Matteo del 1992 intitolato “Iconografia storica della provincia di Palermo (mappe e vedute dal 500 all’800)” edito dalla Provincia Regionale di Palermo. La veduta in proiezione prospettica ci consente di poter apprezzare alcuni particolari che sono visibili a restauro concluso.

Tratto da Ancilino